Monitoraggio in continuo del particolato aerodisperso

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Quello che segue è l’abstract della tesi di Laurea Magistrale in “Biologia della salute”, a cura di Letizia Bellucci.
Lo riportiamo in versione integrale così come presentato in sede di discussione all’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum.

 

Abstract

La Sala Operatoria viene considerata un ambiente a contaminazione controllata, comparata, dalla norma UNI TR 11424:2015, alla stregua di una Clean Room.
Secondo tale norma, il locale deve essere costruito e utilizzato in modo da minimizzare l’introduzione, la generazione e la ritenzione di particelle al suo interno, le quali potrebbero essere veicolo di microrganismi. La concentrazione di particelle aerotrasportate è quindi controllata.

Lo studio oggetto di tesi è stato svolto presso un’Azienda Ospedaliera del centro Italia e nasce dalla volontà di migliorare questo parametro attraverso il sistema di monitoraggio del particolato aerodisperso in continuo, basato su sensori (LPS – Laser Particle Sensor) installati nelle sale operatorie. Lo scopo è stato quello di individuare, attraverso analisi dati ed osservazione diretta, una correlazione tra incremento del particolato aerodisperso ed azioni o attività umane, con il preciso intento di correggere e migliorare comportamenti, attività e procedure che potrebbero compromettere la qualità ed il livello ambientale della sala operatoria.

Il controllo visivo svolto durante l’indagine ha individuato diverse condotte di natura comportamentale che potrebbero compromettere lo stato di buona “salute” della sala. Il fattore umano è la variabile che incide maggiormente sul mantenimento degli standard di pulizia di una Sala Operatoria. Seppure non sia stato possibile correlare univocamente azione-evento, lo studio risulta uno strumento in grado di valutare complessivamente le norme comportamentali del personale di sala e porre interrogativi che potrebbero essere poi approfonditi, studiati e risolti caso per caso, risalendo alle azioni che potrebbero compromettere la buona pratica operatoria, per migliorare la qualità complessiva dell’ambiente. Il continuo confronto tra personale di sala e dato analitico, può aiutare a migliorare la riuscita finale dell’intervento chirurgico, obiettivo finale di ogni comparto operatorio.

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